Qualche giorno fa, ben sapendo che i fan dell’uscita dall’euro sono agguerritissimi, avevo scritto questo post-provocazione per vedere la reazione della gente.
E’ stata una delusione perché ho raccolto un singolo insulto e da un profilo falso, tanto che ho deciso di “moderarlo”.
Qui su “gli Imboscati” evitiamo di oscurare i commenti anche se molto critici, e a volte anche gli insulti, unica regola è che non superino il limite della decenza e che provengano da profili che corrispondano a persone vere.
Una nota sicuramente interessante e divertente è stata l’uscita di ieri del cav. che parafrasa alla lettera ciò che ho scritto in questo post e che ho commentato in relazione alla ridda di repliche sul mio precedente articolo su Barnard.
Ecco il mio “corredo” di provocazioni pubblicate il 27 maggio:
Io, provocazione per provocazione, penserei invece ad un’altra soluzione se fossi in voi, mi batterei perché la Germania lasciasse l’euro, la moneta perderebbe valore rispetto alla nuova moneta nazionale della Germania e anche rispetto al dollaro. I paesi europei più deboli manterrebbero l’euro ma per ottenere la svalutazione di cui hanno bisogno, che ridurrebbe i costi del lavoro molto meno dolorosamente che attraverso tagli salariali. Inoltre, il valore del loro debito si ridurrebbe con il valore dell’euro, e avrebbero più probabilità di essere in grado di effettuare i pagamenti che il debito impone ed evitare le inadempienze. L’argomento standard contro questa soluzione è che il valore del debito in Euro scenderebbe, in questo caso, insieme con l’euro, le banche di molti paesi avrebbero grosse perdite sui titoli di loro proprietà. Ma le perdite derivanti dalla caduta dei prezzi delle obbligazioni sono meno dirompenti di default improvvisi. E il fatto è che tali perdite si sono già verificate, solo che non sono state riconosciute. L’obiettivo a questo punto non è tanto quello di evitare le perdite, ma è trovare un modo per le banche e altre istituzioni finanziarie internazionali per assorbire le perdite senza innescare fallimenti bancari improvvisi o una crisi finanziaria globale. In breve, non è una questione di soldi, si tratta di stabilità. E per una volta, potrebbe essere più semplice mantenere l’ordine senza l’aiuto della Germania.
L’euro è emesso in Italia dalla Zecca di Stato e sotto il controllo della Banca d’Italia, le quantità e le modalità vengono concertate con la Banca Centrale Europea.
Regola basica fondamentale chi produce denaro non può usare il denaro da lui prodotto, quindi l’unico vero divieto è il finanziamento diretto dei deficit statali.
Organi principali della BCE
La BCE il Comitato esecutivo
Il Comitato esecutivo comprende:
- il Presidente della BCE
- il Vicepresidente della BCE
- altri quattro membri.
Tutti i membri sono nominati dal Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata.
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Consiglio direttivo (gennaio 2012)
- i sei membri del Comitato esecutivo
- i governatori delle banche centrali nazionali dei 17 paesi dell’area dell’euro.





