La mancanza del movente nel caso dell’attentato di Brindisi, ripubblichiamo l’articolo scritto da noi il giorno della tragedia: La violenza al crepuscolo del dominio

La notizia viene perfettamente sintetizzata da “Internazionale”:

“Ha confessato”: è la svolta nelle indagini sull’esplosione davanti all’istituto Morvillo Falcone di Brindisi, che alle 7,45 deil 19 maggio ha ucciso la sedicenne Melissa Bassi e ferito altre cinque studentesse mentre entravano a scuola. Il procuratore della Dda di Lecce Cataldo Motta ha confermato: “Abbiamo fermato una persona di 68 anni di Copertino che ha confessato durante l’interrogatorio”.

Ma alcuni punti da chiarire restano: “La confessione non è soddisfacente per cui le indagini comunque continuano per completare il quadro investigativo”, ha detto Motta. E il movente è proprio “uno degli aspetti che non convince, non lo sa dire”.

via Internazionale » Un colpevole per Brindisi, ma manca il movente.

A tal proposito vi invitiamo alla lettura dell’articolo, qui di seguito, che scrissi proprio il giorno della tragedia di Brindisi.
“Le classi medie hanno governato il mondo a partire dalla Rivoluzione francese, ma adesso sono il nuovo proletariato. Adesso è tempo che sia una nuova élite a stabilire l’ordine del giorno.” (J. G. Ballard, Super Cannes)



Mentre fioccavano i comunicati stampa e il mondo politico, sindacale e istituzionale sottolineava lo sdegno verso un’azione, supposta mafiosa, ma di certo violenta e spietatissima, una ragazzina di sedici anni moriva dilaniata dall’esplosione di tre bombole da gas e un’altra, una sua coetanea, sta lottando tra la vita e la morte a Brindisi.

L’azione, che parte da elementi minimali: tre bombole di gas e un timer, ha prodotto effetti, invece, devastanti. Potevano essere di più le vittime, ma questa, la povera Melissa, è bastata per soddisfare il cerbero mediatico che ha voluto scatenare la mente che ha architettato l’attentato.

Niente tritolo, né plastico. Già questo basta per capire che, forse, le organizzazioni criminali non c’entrano.

Colpita una scuola. La prima volta che accade in Italia. Ricorda molto il killer di bambini alla scuola ebraica di Tolosa e la bomba rudimentale può coincidere con una nuova strategia (inaugurata dal terrorismo islamico proprio a Tolosa) che prevede piccoli nuclei indipendenti, che prendono informazioni dalla rete e che agiscono in maniera autonoma nel territorio. Se è così non tarderanno a circolare i filmati dell’attentato, perché proprio l’elemento moltiplicatore dei mass media è necessario per ampliare “l’economia di scala” del piccolo nucleo terroristico.

Ma se poi scoprissimo che l’azione mostruosa è stata pensata da una mente indipendente e che non fa riferimento alle due organizzazioni sopramenzionate, un grande squarcio si aprirebbe allora nelle coscienze degli italiani.

Un meccanismo pericoloso, subdolo, che nasce alla fine del dominio, in questo terror vacui che fa suicidare, aggredire, parlar male, in questo esercizio della violenza svincolata da ogni precisa finalità,  un “atto gratuito” come unica forma di autentica pratica quotidiana in un “universo post-politico” che poi era la condizione dei nuovi barbari dei romanzi di J. G. Ballard.

Quella società immaginata dallo scrittore inglese, e che ho amato leggendo i suoi libri, nella realtà sarebbe il peggiore degli incubi. Le rivolte silenziose, che mettono sotto scacco il governo di Londra, una bomba all’aeroporto di Heathrow, l’incendio del National Film Theatre, senza nessuna apparente motivazione politica, sono immagini letterarie che non avrei mai pensato potessimo vivere realmente.

I prossimi giorni saranno giorni importanti.