
11 luglio 2012 ore 18:00
Circa un’ora fa sono cominciati a Madrid gli scontri tra i poliziotti e i minatori asturiani in rivolta, arrivati a Madrid dopo una marcia di 500 km. a piedi. Sono stati sparati lacrimogeni e vi sono parecchi feriti tra i dimostranti, tra i quali molte donne. Uno degli slogan più ascoltati era: “Siamo qui per difendere il nostro cibo e il diritto all’esistenza”.
Il settore delle miniere di carbone concentrate nelle Asturie, ritenuto antieconomico dal governo Raoy, è totalmente finanziato dalle casse pubbliche e sono previsti licenziamenti in massa.
Un taglio alle tredicesime ai dipendenti statali è stato inoltre oggi annunziato, tra le varie misure di austerità. Anche se i tribunali portoghesi avevano sentenziato che quel provvedimento identico era da ritenersi illegale nella penisola lusitana. Ma non sorprenderebbe che invece una misura simile “passasse” in Spagna. La Nazione vive un centralismo feroce e il “Supremo”, tribunale a cui compete l’ultima parola in materia di diritto amministrativo e pubblico, ha dato prova di appoggiare le precedenti azioni dei vari governi che si sono succeduti.



