Inganno delle preferenze? Riflessione sull’articolo di Gianluigi Pellegrino – la Repubblica 15-07-2012

Gianluigi Pellegrino, sull’edizione cartacea de “la Repubblica” di ieri, dice che il ritorno delle preferenze sarebbe addirittura peggiore del “porcellum”. Tenendo presente che nulla possa essere peggio, provo ad aggiungere, dopo la lettura dell’articolo che trovate qui su in copia, un paio di cose.

E’ interessante questo immediato messaggio che riguarda la richiesta del ripristino delle preferenze. L’equazione automatica è preferenze=malaffare. La competizione interna ai partiti apre la porta alla corruzione e tangentopoli.

Argomento supportato da esempi anche recenti, abbastanza contingenti, come quello di mr. preferenze al Campidoglio, che aveva rastrellato voti e soldi per la sua ascesa personale al consiglio comunale capitolino.

Certo ricordare Penati forse non avrebbe fatto “gioco”. Ma anche lui potrebbe essere un caso esaustivo del binomio tangenti e preferenze.

Tutte le equazioni funzionerebbero se si mettessero casi come quelli fin qui narrati dentro un’ampolla di vetro, e non si tenesse conto dei meccanismi generali.
Certo, i collegi delle politiche sono ampi, gli spazi per le nuove leve minimi e forse, come scrive Pellegrino, avremmo sempre i soliti ad essere eletti per il binomio di cui sopra.

Ma ciò non tiene presente del ruolo principale del partito, che è quello di elemento di moralizzazione e selezione. Il malaffare non entra se il partito è guidato con codici morali e normativi di riferimento.
Nessuno ha detto che si debbano per forza fare le campagne elettorali con milioni di euro.
Si sceglie un metodo, si stabiliscono dei tetti di spesa che vengono ripartiti equamente tra tutti i candidati e si va alle elezioni partendo da pari.
Il fatto che ci siano milioni di euro da spartire tra i soliti quattro maggiorenti non aiuta la democrazia e non lascia spazio alle nuove proposte.
Quindi non si può discutere la legge elettorale se non si riformano contestualmente i partiti, i sistemi di finanziamento e le stesse dinamiche di spesa sul territorio dei candidati.

Ovviamente tutto ciò va fatto a prescindere da quello che sarà poi il sistema elettorale che si deciderà d’adottare.

Riepilogando:
1. Il risultato dei referendum indicò d’optare per il maggioritario, pare invece che stiamo scivolando verso il proporzionale. Che lo dicano chiaro e che provino a discuterne sui mass media o in Parlamento, invece che davanti ai caminetti. Con questo caldo, poi…

2. La legge elettorale non può prescindere da una riforma del sistema del finanziamento dei partiti, che anche in questo caso il plebiscito decise d’abolire.

3. Non ultimo, va definitivamente messa in ordine la materia del funzionamento amministrativo dei partiti.

Riguardo alla soluzione prospettata da Pellegrino della rimodellazione dei collegi elettorali, restringendoli in termini territoriali per renderli uninominali, è interessante e ricorda il sistema tedesco. Che vale la pena qui di ricordare.

Da Wikipedia: sistema elettorale proporzionale personalizzato con meccanismi di correzione.
Proporzionale: la determinazione della forza politica del Bundestag è determinata secondo il sistema proporzionale a livello nazionale.
Personalizzato: la possibilità del voto del candidato del collegio uninominale determina un rapporto tra elettore ed eletto.
Meccanismi di correzione: la clausola di sbarramento e il mandato in soprannumero altera la rappresentatività proporzionale pura, escludendo i piccoli partiti e permettendo ai candidati vincitori nel collegio uninominale di essere eletti nonostante la forza politica abbia ottenuto un numero inferiore di voti a livello proporzionale, privilegiando l’aspetto dell’elezione personale data dall’elettore.

Per tutto quello che abbiamo scritto e detto fin qui, quando dico tutto non parlo solo di quest’articolo ma anche del caleidoscopio d’ipotesi ed indiscrezioni che circolano ormai da troppo tempo in materia.
La domanda è: si farà in tempo?
Tutto direbbe di no, quindi che succederà?
….

(NB. Per leggere l’articolo qui su di Repubblica devi clickare sull’immagine e poi clicka ancora per ingrandire e leggere agevolmente.)