La scena in questione si svolge nella corsia di una clinica di Los Angeles, nell’autunno del ’67. C’è un’infermiera che dibatte con un giovane uomo baffuto appena diventato papà che intende mettere un nome improbabile alla sua primogenita. L’infermiera oppone innumerevoli obiezioni, poi sottopone al cliente il questionario di rito. «Qual è la sua religione?», gli chiede lei. Lui risponde senza esitazione: «Musicista». Qualcuno dei presenti applaude, qualche altro ride, qualche altro ancora perde le staffe e gli urla contro.
L’aneddoto in questione, attinto dall’autobiografia scritta a quattro mani con Peter Occhiogrosso, descrive meglio di tante altre chiacchiere chi era Frank Zappa, chitarrista, compositore, sperimentatore e provocatore che se n’è andato per sempre nel dicembre di 19 anni fa. Un genio assoluto della musica del cui monumentale catalogo la Universal propone la ristampa integrale in cinque diverse tranche da dodici opere ciascuna. E in più i 60 dischi zappiani a partire dal 20 agosto saranno per la prima volta scaricabili on line dagli utenti del web. Si va così a colmare una inspiegabile lacuna che, fino a oggi, rendeva clamorosamente incompleta l’offerta di iTunes e compagnia bella.
Dalle «Mothers» al funny jazz. La prima tranche di ristampe arrivata nei negozi lo scorso 31 luglio riguardava la produzione di Zappa dal ’66 al ’72. Innanzitutto l’esordio con la sua band, le Mothers of Invention (nome geniale che probabilmente sfotteva il serioso brand dei padri della psicanalisi), intitolato «Freak out!». Ossia: «Sballatevi!» Tutta benzina versata sul fuoco della contestazione che, in quegli stessi anni, metteva radicalmente in discussione l’American Way of Life. Nella prima sfornata figurano anche «Hot Rats», capolavoro visionario del ’69 capace di mostrare al mondo che nel petto di quel freak di origini italiane batteva un cuore sinfonico, e «Weasels ripped my flesh», cioè il disco della corrosiva «My guitar wants to kill your mama»
Ciascun album della nuova serie reca il marchio «Official Release #», nel booklet appaiono dettagli sull’origine dei master utilizzati nonché i credits dell’eventuale autore del re-mastering. Nel caso specifico, sette album su dodici sono stati rimasterizzati e quindi suonano diversi rispetto alle precedenti edizioni in commercio. La seconda tranche da 12 ristampe sarà in vendita dal 28 agosto e abbraccerà la produzione dei Seventies: qui le perle si chiamano «Over-nite Sensation», «Apostrophe (‘)», «Bongo Fury» e «Sheik Yerbouty». Sono i dischi della consacrazione, quelli in cui la lezione del rock demenziale delle prime Mothers si impasta di jazz fino ad approdare a risultati lontani anni luce dalla regola aurea dei puristi del genere. Perché «il jazz non è morto», come diceva lo stesso Frank, «ha solo un odore un po’ strano».
Un’offerta che non si poteva rifiutare. E così entro fine anno l’intero catalogo di Mastro Zappa sarà di nuovo disponibile in versione fisica o digitale, sulla base del nuovo accordo sottoscritto dalla vedova Gail, per conto dello Zappa Family Trust, e dai vertici della Universal. Eloquenti le parole della donna: «Ci hanno fatto un’offerta che non potevamo rifiutare, per tutte le migliori ragioni. Un’opportunità importante per tutti noi ma soprattutto per Frank Zappa. Possa la sua bacchetta dirigere ancora a lungo, noi siamo pronti a continuare il suo percorso». Bacchetta che – è opportuno dirlo, sempre al fine di rendere onore alla tempra del musicista – coincideva con uno scacciamosche.
Si lecca i baffi Bruce Resnikoff, amministratore delegato della major statunitense protagonista dell’operazione: «È un onore che Gail Zappa e lo Zappa Family Trust ci abbiano concesso l’eredità musicale. Intendiamo onorare Frank e la sua musica con pubblicazioni in cd e digital download di qualità assoluta per soddisfare vecchi e nuovi fan». Sarà anche un onore ma quando in campo musicale senti parlare di «offerte che non si potevano rifiutare» ed «eredità» artistiche da onorare, ti viene giusto in mente un auto-ironico titolo zappiano: «We’re only in it for the money». Siamo qui soltanto per i soldi. Basterebbe dirlo ogni tanto.
via Tutto il catalogo di Frank Zappa di nuovo disponibile. E per la prima volta sul web – Il Sole 24 ORE.




