Il Parlamento Catalano ha legiferato un atto supremo di Indipendenza: nasce la nuova Repubblica Catalana.

Un ritorno di fiamma repubblicano che però non ha un presidente. Infatti pare che Artur Mas non ce l’abbia fatta a raccogliere tutti i consensi necessari per la sua -teorica- presidenza dal fronte indipendentista.
Quindi il percorso della neonata Repubblica si farà tormentato per cause interne ed esterne.

Madrid ha di fronte a sé molte opzioni per bloccare questo processo. La prima è quella d’inficiarlo attraverso la Corte Costituzionale -senz’altro la prima opzione che sarà attiva immediatamente-. Ma si pensa che la capitale non vorrà immediatamente esacerbare gli animi, per non alimentare troppo lo spirito indipendentista. Anche se sono escluse derive violente, il pericolo di creare una situazione basca al contrario è sempre possibile e cova negli animi.
Una delle armi più efficaci per dare potere alla certa sentenza anti-autonomia della Corte Costituzionale spagnola è quella economica. Sarà la più forte azione ostativa per il percorso difficile che dovrà affrontare la Repubblica Catalana per arrivare a legittimarsi.

Se il governo catalano decide di ignorare la sentenza del tribunale supremo, Madrid potrà probabilmente per ritorsione sospendere il finanziamento per la Catalogna. Il governo catalano è in deficit e ha chiesto i 2.3 miliardi di euro di prestito dal fondo regionale controllato dallo Stato spagnolo. Secondo il ministero dell’Economia spagnola, lo Stato centrale ha prestato Catalogna circa € 37.000.000.000 dal 2012 per aiutare le scadenze del debito regionale. Ad esempio, le farmacie in Catalogna hanno recentemente annunciato che il governo regionale deve loro circa € 334.000.000 per i medicinali.

A questo punto, è comunque improbabile che Madrid utilizzerà l’articolo 151 della Costituzione spagnola per sospendere l’autonomia della Catalogna. Tuttavia, il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha recentemente incontrato i leader dei principali partiti politici di Spagna, oltre che i sindacati e le organizzazioni sociali, per garantire il supporto per una Spagna unita. Se il governo centrale sarà costretta a sospendere l’autonomia della Catalogna, avrà bisogno del sostegno di tutte le parti sociali, pena lo scollamento dalla realtà. Questo è il rischio principale che la capitale corre da sempre. Essere un punto sulla carta geografica che non rappresenta il paese reale.

I miei migliori auguri per i Fratelli catalani e alla Repubblica Catalana.
Che Dio sia con voi.

Bentornata Repubblica Catalana!