Ogni volta che sento Gino Strada mi riempio di tenerezza. E’ il tipico pacifista immaginario che sembra uscito, come stilizzato, da un racconto di Lewis Carroll. Parla come se vivesse nell’Italia del 1949, quando il tema della difesa fu centrale nel dibattito politico.
In quegli anni fu pensata una adesione disincantata alla Nato, accompagnata però da un feroce dibattito in Parlamento. La scelta fu presa più per opportunismo che per vera adesione ideologica. Lo stesso mondo cattolico era diviso e il gruppo dei cristiani sociali vedeva come figura centrale Dossetti.

Egli raggruppava gli intellettuali della sinistra DC nella corrente “Cronache Sociali” e nell’omonima rivista, insieme a Giorgio La Pira, Giuseppe Lazzati e Amintore Fanfani. Il gruppo dei cristiani sociali professava un aperto neutralismo ma poi dovette cedere a una visione più equilibrata dello stato delle cose. Prevalse la scelta atlantista, per ragioni più ecclesiastiche che proprie del mondo cattolico. Fu scelto l’ombrello di sicurezza offerto dagli alleati statunitensi per difendere dal possibile attacco comunista la patria ma soprattutto il Vaticano, che era ingemmato nello Stato italiano.
Quindi la neutralità di Dossetti si rivelò impraticabile e la sinistra DC dovette aderire alla proposta di De Gasperi. Amintore Fanfani, che come ministro del lavoro dal 1948 al 1950 promosse iniziative per assegnare case di proprietà alle famiglie, propose un modello di società che si basava sul taglio delle spese militari, ottenuto dalla nostra adesione alla NATO. Quel modello sociale poteva esistere perché l’Italia del dopoguerra aveva potuto approfittare di quella opportunità, visto che la penisola era una splendida portaerei naturale sul mediterraneo.
Ma chi parla oggi di tagliare le spese militari in Italia, usando la semplice e disarmante equazione: no spese militari = reddito di cittadinanza, fa un favore a chi ha deciso di liquidare il nostro Paese. Per queste cose Strada mi sembra una sorta di Grillo, senz’altro più decente, ma altrettanto surreale. Non ci sono più “ombrelli” che ci proteggano e non abbiamo più un solo nemico.

Viviamo in un mondo dalle mille sfumature di grigio dove non si sa chi è l’amico e chi il nemico. L’arcobaleno pacifista per un po’ dovrà attendere.

Gino Strada ad AnnoZero e i pacifisti immaginari