Israele deve difendersi da sé stessa. A proposito della polemica tra Piergiorgio Odifreddi e Claudio Cerasa, esplosa nelle ultime ore.

Intervengo nella polemica tra Piergiorgio Odifreddi e Claudio Cerasa, esplosa nelle ultime ore nella rubrica delle lettere al direttore de “Il Foglio”. 

Odifreddi nel suo blog se la prende cogli ebrei, accusandoli di nazismo. Un po’ per i modi spicci di trattare la questione palestinese. Capisco che vi è una scuola classica di pensiero antiebraico, ma si fa presto a fare l’enciclopedista e a tirar le somme. Voltaire, nell’ira antisemita citava Flavio Giuseppe a ogni piè sospinto, ma odiava tanto quanto gli arabi e anche lui di errori ne ha fatti. Poi nel mezzo appare una Andrea’s Version non troppo riverente. Quindi anche Cerasa interviene e andiamo giù per i campi di concentramento e Shoah.

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Paesi generosi e nazioni egoiste

La crisi dei rifugiati in Europa è stata spesso presentata come una lotta tra i paesi generosi – come la Germania, che ha accettato di prendere un gran numero di richiedenti asilo – e le nazioni egoiste – in particolare il Regno Unito, che solo a malincuore ha deciso di accettare più persone -. Ma la situazione demografica che interessa attualmente ogni nazione ci aiuta a chiarire il loro comportamento.

Secondo le proiezioni dell’UE, la Germania perderà circa 10 milioni di persone tra il 2020 e il 2060 a causa del cambiamento demografico. La popolazione del paese diventerà anche molto più anziana: nello stesso periodo l’indice di dipendenza dagli anziani (la percentuale di persone di 65 anni e oltre rispetto alle persone tra i 15 ei 64) andrà dal 36% al 59%, uno dei più alti Europa. Di conseguenza, la forza lavoro in Germania dovrebbe diminuire del 25% entro il 2060. Questo creerà squilibri fiscali per Berlino, tra cui una maggiore spesa per le pensioni e l’assistenza sanitaria.

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Banca Centrale Russa: almeno due anni di recessione – Si torna all’Unione Sovietica?

Il governatore della Banca Centrale Russa, ha presentato poco fa le“Linee guida per la politica monetaria”, nel lungo documento, che trovate qui allegato, Elvira Nabiullina crede che la Federazione Russa sarà interessata da una recessione dalla durata almeno di due anni. La Banca centrale non si aspetta nel 2016 una crescita economica col prezzo del greggio non superiore a $ 50 al barile. Questo documento, dell’Autorità Bancaria Centrale Russa, vede la luce in un momento d’intenso dibattito alla Duma. Contraddistinto da un episodio singolare che mostra il potere politico diviso: Il presidente Putin ha dato incarico al ministro dell’Economia Siluanov, considerato un liberale, di stilare un programma economico da sottoporre al Cremlino a fine settembre. Ma nel frattempo il Consiglio di Sicurezza Russo ha dato incarico ad un collaboratore del presidente, un conservatore nazionalista, Sergei Glazyev di elaborare un piano sullo stesso argomento.

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Ecco le foto dei militari russi in Siria: L’autunno caldo di Putin

Qualche giorno fa sono state catturare immagini via satellite dell’aeroporto Bassel al Assad International Airport di Latakia. L’analisi giunta poche ore fa mostra la costruzione di una nuova torre di controllo, due nuove basi d’atterraggio per elicotteri, la collocazione di asfalto fresco e alcune case pre-fabbricate attorno alla struttura aeroportuale. Come vedete dall’immagine qui acclusa.

ajVdQb5Ovviamente sono opera dell’esercito russo che ha, come previsto, aumentato la sua presenza e il suo supporto alle truppe lealiste siriane. Bisogna pure rilevare che sono arrivate in questi giorni in Siria anche due unità navali di trasporto truppe per assalti anfibi.

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Yemen: Sana’a ai confini con l’Umanità

Le immagini via satellite della distruzione di Palmira, ad opera dei vandali di ISIS, hanno fatto il giro del mondo. La loro gravità e lo spettacolo del vuoto terrorizzante, creato dopo la sistematica distruzione operata dalle forze del disordine, ci hanno lasciato sgomenti e impotenti.

La distruzione del mondo classico, che poi è il mondo reale, è ormai una pratica quotidiana.

Le notizie di questi crimini contro il patrimonio dell’Umanità ci arrivano in forma intermittente e selettiva. Il filtro è operato nel sistema centrale dai mass-media, Moloch acefalo che conta anche sulla scarsa qualità del personale del sistema informativo. Mi chiedo come mai non faccia scalpore l’opera di distruzione in corso a Sanaa (Yemen), città che venne dichiarata nel 1986 dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità. Una città che rimase integra, con il suo impianto medioevale, fino alla fine degli anni ’60. Indimenticabile un documentario di Pier Paolo Pasolini, girato nel 1970, “Le Mura di Sana’a”, prodotto da Franco Rossellini e con la fotografia di Tonino delli Colli.

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